SPHCOSCIENZA DI LUCE ERMETICA

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 DALAI LAMA N2

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MessaggioOggetto: DALAI LAMA N2   Sab Nov 09, 2013 3:52 pm


N2.

Quando il Buddha parlava tanto della sofferenza, non si riferiva in modo particolare alle malattie o al dolore fisico, ma all’insoddisfazione. L’insoddisfazione è la vera sofferenza! Per quanto si possieda, il desiderio non diminuisce, si vuole sempre di più: questa è la sofferenza, è la frustrazione. La psicologia buddhista elenca sei illusioni fondamentali che producono frustrazione e disturbano la pace della mente umana rendendola agitata: l’attaccamento, l’ira, l’ignoranza, l’orgoglio, il dubbio e l’influenza delle opinioni distorte. Questi non sono fenomeni esterni, ma mentali. Così, quando il Buddha insegnò alla gente come superare queste illusioni non si limitò a dare un credo o una fede ma sottolineò la necessità di comprendere la propria natura. Senza un’indagine della propria mente e lo sviluppo della conoscenza-saggezza introspettiva, non è possibile accrescere questa comprensione. Anche se parliamo molto d’illusione, in realtà non ne sappiamo nulla. Queste illusioni fondamentali derivano dall’ego. Per essere liberi non è necessario che abbandoniate i vostri beni, li potete tenere, ma se agite con attaccamento sarete irrequieti, la vostra vita sarà difficile e conserverete una mente annebbiata e contaminata. La mente oscurata è per natura inquieta e ignorante e la luce della saggezza non può illuminarla. La soluzione a questo problema è la meditazione. Meditazione non significa sedersi in un angolo e restare fermi cercando di sviluppare la concentrazione focalizzata su un solo punto. E’ un tipo di saggezza che è libera dalla pigrizia e la cui funzione è la consapevolezza dello stato della mente. Ogni giorno della vostra vita dovreste essere consci di tutto quello che fate, del perché e di come lo fate. Di solito facciamo tutto inconsapevolmente: mangiamo inconsapevolmente, beviamo inconsapevolmente, parliamo inconsapevolmente. Non abbiamo nessuna idea di quello che sta succedendo nella nostra mente anche se diciamo che siamo consci. Non dico questo per giudicarvi o umiliarvi, vi chiedo di osservarvi. La via del Buddha è confrontarsi con le proprie idee per esaminarle e sperimentarle. Non sto parlando di qualche via su nel cielo, ma di cose molto semplici. Se non conoscete la natura dell’attaccamento e il suo oggetto, vi sarà impossibile provare un amore profondo verso i vostri amici, i vostri genitori o il vostro paese. Finché la vostra mente è inconsapevole, nuocerete a tutti coloro che vi stanno vicini. Analogamente, una persona irata dimentica se stessa, non sa assolutamente quello che succede nella sua mente, sapete com’è, e questi sono solo esempi. Molte volte danneggiamo le persone per la nostra mancanza di consapevolezza: non siamo coscienti del nostro comportamento, dell’atteggiamento mentale che abbiamo e non abbiamo rispetto per gli altri. In occidente ci sono delle persone specializzate in psicologia che fanno gli educatori, ma il Buddha desidera che tutti diventiamo psicologi: ognuno di noi deve imparare a conoscere la propria mente. Il signore Buddha crede che questo è possibile, che ogni essere umano ha la potenzialità di capire e dunque controllare la propria mente. Quando si comprende la propria mente, il suo controllo avviene spontaneamente. Non dovete pensare che l’indagine psicologica sia una mania himalayana, qualcosa destinata solo a coloro che non possiedono beni materiali. Indagate ogniqualvolta siete emotivamente coinvolti in qualcosa. Invece di reagire, rilassatevi. Provate a essere consapevoli di quello che state facendo, chiedetevi: “Che cosa sto facendo? Come? Che cosa me lo fa fare?” Sarà una cosa meravigliosa se riuscirete ad autoanalizzarvi in questo modo, perché con la consapevolezza potrete eliminare i vostri problemi con molta facilità. Il nostro problema è che manchiamo dell’intensa conoscenza-saggezza o consapevolezza o coscienza non importa come la volete chiamate. Perciò, per dimostrare un amore profondo nei confronti del prossimo, dovete conoscere la natura dell’oggetto, altrimenti ricadrete in un’altra illusione dell’ego: “Io lo amo”, “Io la amo”. Accertatevi del come e del perché: è così importante che diventiate i vostri psicologi. Allora potrete usare la vostra saggezza verso voi stessi e, godere dei vostri beni materiali con la mente rilassata, senza l’inquietudine che rovina la vita. Per diventare psicologi non avete bisogno di studiare qualche grande filosofia, tutto quello che dovete fare è esaminare la vostra mente tutti i giorni. Proprio come ogni giorno esaminate molti oggetti quali il cibo in cucina, perché non fate altrettanto con la vostra mente? La mente è di gran lunga più importante. La vita in occidente è basata sulla mentalità: “Posso sempre acquistare la soluzione ai miei problemi al supermercato“. Si pensa che sia sempre possibile andare in farmacia a comprare qualche pillola magica e che ogni volta che si è frustrati si può avere qualche medicina dal medico. Credete che simili rimedi siano utili? Naturalmente non lo sono. Anche se momentaneamente può sembrare che siano di aiuto, sono transitori, non vi liberano neppure dai sintomi delle emozioni frustrate, vi rendono solo maggiormente pigri e ottusi. La vostra mentalità materialistica ritiene che piacere e felicità si possano acquistare, ma questo non è possibile. Nelle profondità della vostra mente vi è l’idea di poter comprare una mente serena al supermercato, ma è una certezza totalmente sbagliata. Anche i religiosi dovrebbero cercare di capire la propria mente, anziché sforzarsi solo di credere in qualcosa: è molto più pratico. Credere solamente non può risolvere i vostri problemi, solo la comprensione della conscenza-saggezza può farlo. Anche il Buddha diceva che è pericoloso credere in Buddha ed esortava invece a capire la propria natura. Quando si scopre qualcosa con la propria mente, allora è giusto crederci. Credere basandosi su realizzazioni e chiare comprensioni mentali è perfettamente accettabile, ma se non siete sicuri del perché credete in quello che fate, la vostra fede può essere facilmente distrutta da altri. Molte persone con inclinazioni spirituali sono deboli perché non comprendono la vera natura del loro spirito: la comprensione è una forma di energia psichica, sostiene la vostra mente e la mantiene sana. Quando comprenderete i punti di vista della vostra mentalità o il modo di percepire le cose, vi renderete conto che tutto in voi è aggrappato al mondo sensoriale e a un immaginario idealistico futuro che è solo una proiezione mentale, senza la minima realtà oggettiva e che siete del tutto inconsapevoli del presente. Dovete convenire che questo è uno stato insano della mente. E’ molto importante mantenere la consapevolezza durante tutto il giorno. La natura della saggezza e della consapevolezza è gioia e serenità, tuttavia non dovete rimanere aggrappati alle esperienze di felicità e a ogni altra cosa che vi capita, dovete semplicemente agire correttamente e con la giusta comprensione. In tal modo il risultato della felicità sorgerà spontaneamente. Non si deve pensare: “Se spendo la mia vita agendo in questo modo, nella prossima avrò buoni risultati”. Non dovete essere ossessionati dall’ottenimento di realizzazioni o altro. Se agirete con il massimo della comprensione possibile, otterrete rapidamente la realizzazione della pace perenne….”

Nikas
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Waira



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MessaggioOggetto: Re: DALAI LAMA N2   Dom Nov 10, 2013 9:35 pm

E' sempre interessante leggere cio' che scrive L'Admin. , non so se mi e' concesso in questo forum rispondere ai suoi scritti, se cio' non e' possibile, prego di cancellare quanto scrivo.

In questo periodo, ci sono molti blog che scrivono di questi argomenti, ma qui trovo qualcosa che tocca la profondita' della mia realta', essere nello stesso attimo l'oggetto ed il soggetto, colui che promuove l'azione e colui che vede, ed agire sempre sul filo sottile di una saggezza interiore nel ritmo di quell'energia che anima lo spirito e' qualcosa che richiede una Volonta' immensa ...
Io credo non si possa fare distinzione nella sofferenza, ma si puo' isolarla e scoprire che ne arriva un altra, e poi un altra ancora o forse semplicemente quella del vicino , e' il tempo che intercorre tra l'azione e la nostra presa di coscienza cio' che chiamiamo sofferenza ?
E' il tempo che passa nella nostra mente cosi' sottile che provoca questa caducita' dei nostri sensi e allontanamento dal nostro spirito ?

Guidare la propria mente , essere consapevoli della mente e' la piu' grande Volonta' che l'uomo puo' esercitare su se stesso...il fiume della mente ....
che corre impetuoso incurante dei gradini o scogli che mettiamo , o fiume lento, paralizzato in un acqua stagnante ...

Waira







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MessaggioOggetto: Re: DALAI LAMA N2   Mar Nov 12, 2013 12:00 pm

la sofferenza,come tante altre forme legate al corpo sottile e inconscio fanno corredo di ricchezza e di prigionia alla nostra anima,quindi anche la sofferenza che sembra avere un primissimo ruolo nella fase iniziale che porta all'apertura della coscienza e quindi alla consapevolezza del sè;deve essere debellata e non amata come amiamo i doni dello spirito santo e supersensoriali,ne tanto meno quest'ultimi: in quanto essi doni compresi la sofferenza e tutte le fantasticherie che si dicono che nobilitano l'anima vanno eliminate per purificazione della stessa anima di cui non necessita simili ricchezza,in quanto la sua ricchezza è essa stessa.

La sofferenza come tante altre presunte forme che aprono i canali superiori è solo illusione di santità dell'altro poi non necessaria.

Chi di sofferenze vive,si nutre e spera nella provvidenza divina di ripagare con la giusta misura non solo in terra ma anche nell'aldilà è sotto l'effetto di una droga allucinatoria che è santa falsità. Certo la sofferenza porta a certe aperture e stati di coscienza: ma iniziaticamente essa è l'espressione di brama,di quella forza intima della nostra natura primordiale indomata che tutto vuole egoisticamente per se. nulla cedere e nulla perdere è il suo motto. Morte tua e vita mea è la sua espressione,e quindi la sofferenza è il sintomo di brama che corrode dentro noi la nostra psiche,la nostra mente facendo credere all'anima e quindi nascosta alla coscienza desta l'illusione di un profumo di santità mistica.

Ma sono tutte balle. La sofferenza: come elemento di incrostazione sulfurea va sgrossata dalla convinzione animica e liberata da essa. il sintomo della sofferenza è una dei nemici più forti e difficile da debellare nella formazione del nostro corpo glorioso o Coscienza di Luce perchè affonda le sue radici in quel verbo di presunto amore inculcato nel dna dei nostri avi fin dall'antichità dei tempi.

Se la sofferenza genera amore,liberarsi della sofferenza senza partecipare attivamente a essa,comprendere e sperimentare si,ma non dargli l'anima ne lo spirito. l'anima di per se con lo spirito è già pieno d'amore aspetta che liberata rivela tutto attraverso una coscienza aperta,desta e illuminata.

Accettare la sofferenza e subirla come prova per l'anima è accettare la sconfitta di se stessi nel ciclo delle esistenze. bisogna che la sofferenza resta fuori dalla nostra consapevolezza,non nutrita,isolata e abbandonata a se stessa senza diventare cibo energetico per lei e di chi per lei si nutre.

La sofferenza è un demone che può generare odio quando non genera amore e viceversa.

Una coscienza di luce lascia la sofferenza alle sue spalle non mantenendola in vita nella propria natura con le proprie preoccupazioni,pensieri e sentimenti. questo è alleviare,cioè rendere leggera la nostra anima rendendola sempre più libera e consci di se.

Sollevare gli altri dalla sofferenza è dare a essi la possibilità di de-nutrirla e non nutrirla col dolore,il mezzo e la via poi è all'interno del sofferente che solo lui poi sa come riuscirci,e tutto dipende sempre dal suo stato desto di coscienza.

Ma bisogna ben riflettere di quanto sopra abbiamo detto,potrebbe sembrare grave per noi virtuali,ma non per l'essenza reale che dentro portiamo e che siamo.
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